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Anno F&B Yachting sull'Emergenza dell'Uomo a Mare - Il nostro blog - F&B Yachting

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Anno F&B Yachting sull'Emergenza dell'Uomo a Mare

F&B Yachting
Pubblicato da in Emergenze a bordo ·
Tags: uomoamaremobprodottiemergenzaabordorecuperouomoamare
Abbiamo studiato molto, ci siamo incontrati con i più conosciuti esperti europei grazie ai quali siamo riusciti a sviluppare una nostra filosofia sulla gestione delle emergenze con uno sguardo particolare al Mar Mediterraneo. Infine  abbiamo cercato e quindi testato diversi prodotti “scovati” in Paesi che, su questo argomento, sono molto più avanzati del nostro, d oggi li proponiamo ai nostri clienti.

La nostra Filosofia sull’emergenza MOB:
  • La prima constatazione e che gli yacht, a vela o motore, sono normalmente in mano a PERSONE NORMALI  che navigano nel loro tempo libero. Quindi, abitualmente, sono equipaggi formati non da atleti, da marinai o skipper professionisti o super-uomini, ma da persone che semplicemente vogliono divertirsi, rilassarsi e godere della loro magnifica passione.Sono queste stesse persone che, in caso d’emergenza, devono affrontare dei problemi a volte drammatici: sono queste persone a cui si deve dare una risposta efficiente, efficace e su misura.
  • Seconda constatazione: fra tutte le emergenze in barca, quella del MOB è da considerare la più a rischio nello scatenare il PANICO A BORDO. Infatti è l’unica che richieda la fredda collaborazione di almeno 3 persone: Il comandante, un membro dell’equipaggio che non perda di vista il MOB, Il MOB stesso...
  • Terza constatazione, pur considerando estremamente importanti tutte le tecnologia digitali per l’emergenza MOB (transponder MOB con o senza posizione GPS,  localizzatori personali AIS o PLB), eccezionali ma costose e spesso difficili da utilizzare, siamo convinti che sia necessario preovvedere  prima di tutto ad un allestimento di sicurezza di base con semplici “sistemi analogici” a misura d’uomo.

Illustriamo, seguendo le vari fasi legate all’emergenza dell’uomo a mare, le soluzioni da noi proposte a seguto delle nostre ricerche: abbiamo infatti scelto solo quei prodotti, di varie aziende, che abbiamo considerato migliori.
Restiamo a disposizione per approfondimenti, su questo importante argomento:

(Regno Unito) - aggiornamento 2017 - i giubbotti autogonfiabili superiori.

Prima fase, la caduta dell’uomo in mare e quindi la sua protezione. In realtà questi giubbotti autogonfiabili top di gamma, bresentano un brevetto unico al mondo: il sistema back-throw.
Tutti i giubbotti autogonfiabili al mondo hanno il gancio di sicurezza sul petto: se si cade in acqua agganciati e si viene trainati, si può affogare erché la testa rimanse sommersa.
Grazie al brevetto "Tiro-Inverso" della TeamO, azinando una maniglia, il tiro si sposta dietro (zona collotola per intedersi), permettendo quindi di respirare anche con traini ad alta velocità.

Lifejacket da 170 Nt, garantisce unagalleggiabilità superiore a wquella richiesta per legge(in Italia richiedono una galleggiabilità di 150 Nt che corrisponde alla capacità di tenere a galla una persona di 100 kg vestita).
E' ergonomico e dotato di cappuccio spray-hood, sistema di gonfiaggio manuale ed automatico con valvola PRO Sensor a cartuccia di carta compressa (a richiesta con valvola Hammar su pressostato), finestra di controllo stato bombola, cintura di sicurezza integrata, cinture gambali, fischietto e luce automatica a led, bande riflettenti, girocollo “comfort”, schienale traforato traspirante, gancio di sollevamento a bordo del naufrago

(Germania) sistema individuazione del MOB:
Vera novità in Italia è l’Asta Gonfiabile con salvagente anulare incorporato Rescue Marker Buoy. Il problema dell’individuazione dell’uomo a mare in mezzo alle onde è il più importante da affrontare: la morte del MOB dipende nella quasi totalità dei casi dalla perdita definitiva o il troppo ritardato soccorso della persona in acqua.
Rescue Marker Buoy consiste in una piccola borsa rosso vivo che si applica stabilmente nella parte esterna della battagliola in un punto a libera caduta in mare. In caso di emergenza MOB si tira un’apposita manopola e la borsa dischiude un’asta gonfiabile con anulare, luce in testa, bande riflettenti e maniglie di recupero. Il MOB nuoterà fino ad essa e ci si assicurerà all’interno in attesa d’essere così individuato e salvato.
È sempre pronta all’uso ed è un sistema sicuro di grande efficienza.

(Svezia) sistema di avvicinamento e recupero del MOB
MOB Rescue Line o MOBLINE, come spesso viene chiamata, è un accessorio semplice e super-funzionale sviluppato in più di trent’anni d’esperienza.
E’ composta da un elegante contenitore in plastica da fissare sulla battagliola, al cui interno è alloggiato un “sacco da lancio”; quest’ultimo conta la gassa dell’impugnatura (che può essere tenuta in mano o assicurata ad una galloccia o ad un winch) e 30 metri di cima di recupero galleggiante in due  pezzi che termina con un cinturato dorsale.
In caso di Uomo a Mare si estrae  il “fagotto dal lancio” e ci si sposta a bordo nella posizione più vicina al MOB: si lancia il tutto mantenendo ben salda la gassa… 
Il naufrago estrae il cinturato dorsale e ci si assicura: operazione che può essere eseguita agevolmente con una sola mano.
Dalla barca, grazie alla linea di recupero in cima piatta doppia e composta a maniglie, anche una sola persona con mare formato e vento sarà in grado di avvicinare il naufrago all’imbarcazione e quindi salparlo a bordo.
ATTENZIONE: si avvicina il naufrago allo yacht e non il contrario, manovra spesso difficoltosa e pericolosa per il MOB e l’equipaggio stesso.
MOB Rescue Line  stravolge quindi la didattica classica di recupero dell’Uomo a Mare secondo cui ci si dovrebbe avvicinare sopravento al naufrago per poi accostarlo con lo scarroccio.

(Germania) sistemi per salpare il MOB a bordo:
Le operazioni del ritrovamento del MOB si concludono nel momento in cui l’Uomo a Mare è stato recuperato  a bordo: sovente questa è l’operazione più pericolosa.
Le condizioni che rendono questa parte del salvataggio difficoltosa sono :
1. Le condizioni meteo: con mare formato e vento forte tali operazioni devono essere veloci in quanto il malcapitato da salpare a bordo si trova in forte pericolo proprio nel momento della salita  a bordo, con la barca sopra di lui che si muove selvaggiamente.
2. Lo stato fisico generale del MOB: a causa dello stress della caduta in mare e, del vestiario inzuppato e pesante, l’uomo a mare potrebbe arrivare sotto-bordo completamente esausto
3. Ferimento del MOB: potrebbe essere ferito gravemente. Addirittura può essere lo smarrimento dovuto ad una ferita a bordo (es. un colpo con il boma) a far cadere l’uomo in acqua. Potrebbe essere svenuto.
In tutte queste situazioni bisogna essere in grado di approntare velocemente un sistema che permetta di aiutare, se non addirittura di salpare il MOB a bordo, velocemente e con minori rischi.
La soluzione è la  Rescue Hoister  una sorta di scaletta d’emergenza triangolare sempre pronta  all’interno di una borsa compatta e facile da stivare. La base del triangolo (parte alta) è fornita di 4 moschettoni automatici da attaccare alle draglie basse sul bordo dove di trova il naufrago. Alla penna si può agganciare una lunga drizza (vediamo a breve perché).
Si stende la scaletta d’emergenza in acqua così da permettere al naufrago di salire mentre un membro dell’equipaggio lo può aiutare ben saldo a bordo (magari usando la MOBLINE).
Se il MOB fosse ferito o avesse addirittura perso i sensi, lo si affianca al bordo sottovento della barca e, grazie alla drizza legata alla penna della Rescue Hoister, lo si salpa letteralmente e bordo, in piena sicurezza, usando un winch.
(Germania) assistere il MOB tornato a bordo:
Una volta recuperato a bordo il naufrago, che sia stato in acqua pochi o tanti minuti, che sia stato più o meno protetto da vestiti, che sia inverno o estate, il problema che si può immediatamente manifestare è quello di una crisi ipotermica.
Per questa ragione E' ESSENZIALE avere sempre a disposizione a bordo qualche Coperta Termica Metallina di Primo Soccorso perché:
1. E’ più efficiente di qualsiasi coperta tradizionale (agiscono per rifrazione)
2. Non perde la sua efficienza se si bagna
3. E’ disegnata per coprire tutto il corpo (compreso la testa)
Inoltre costa poco ed è piccola e quindi facile da stivare.
Noi proponiamo la Coperta Termica di Primo Intervento (First AID SeaCurity, certificata SOLAS/MED : un prodotto semplice, sicuro e assolutamente efficace che NON può mancare a bordo.


In conclusione di questa relazione, sempre nella nostra filosofia di Massima Sicurezza nell’Emergenza dell’Uomo in mare (e non solo), consideriamo di estrema utilità i visori notturni: unici strumenti che permettano l’individuazione del MOB di notte!

Noi proponiamo con grande orgoglio un modello della famosa casa tedesca MINOX due  modelli di Visore Notturno Nautici

Il modello MINOX NV 351 N, rappresenta il top dello stato dell’arte nella tecnologia della visione notturna. Visore di tipo ANALOGICO, grazie al sistema di amplificazione luminosa (anche senza luna è sufficiente un po’ di luce stellare), con il suo  ingrandimento fino a 2.5 e un raggio di 70 metri garantito dalla torcia a led, è possibile individuare oggetti anche nel buio totale altrimenti non percepibili all’occhio umano. Grazie al suo campo visivo oculare, è utilizzabile anche da chi porta occhiali da vista.
Estremamente leggero e compatto si usa con una mano sola, è resistente all’acqua e si può utilizzare in qualsiasi condizione climatica da –30 a +50°C.

Ezio Grillo


3 commenti
Mauro Giganti
2015-09-21 16:31:40
Grazie ,l'impegno che mettete nella ricerca della sicurezza in mare è molto importante x noi .
Saluti Mauro
Adriano de Concini
2015-09-22 10:30:09
Grazie per l'illustrazione dei prodotti collegati al MOB, ma sarebbe utile indicare anche come si fa il recupero dell'uomo a mare. Infatti c'è una critica, che condivido alla teoria classica del recupero dell'uomo a mare riportata nell'articolo: "ATTENZIONE: si avvicina il naufrago allo yacht e non il contrario, manovra spesso difficoltosa e pericolosa per il MOB e l’equipaggio stesso.
MOB Rescue Line stravolge quindi la didattica classica di recupero dell’Uomo a Mare secondo cui ci si dovrebbe avvicinare sopravento al naufrago per poi accostarlo con lo scarroccio."
Ma sarebbe utile la confutazione della teoria classica del MOB con delle indicazioni dove trovare teorie più aggiornate.
Buon vento
Adriano
Ezio
2015-09-22 13:28:07
Grazie Signor de Concini per il suo suggerimento.
Sulla pagina del nostro sito dedicata alla MOBLINE c'è un filmato con la simulazione di un recupero MOB, più un secondo video fatto da noi in cui ne illustriamo teoricamente il funzionamento a terra.
Più di questo però non possiamo fare: nonostante la passione e, se si vuole, l'esperienza, siamo e rimaniamo dei rivenditori e stiamo giocando su una linea molto sottile . Non siamo certificati per spiegare, in questo Paese, quali siano le linee ormai universalmente accettate per il recupero del MOB: possiamo al massimo indicarle, suggerirle...

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