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La giusta ancora può far la differenza in sicurezza e... nel comfort alla fonda.

F&B Yachting, vendita di accessori nautici e marini
Pubblicato da in ormeggio · 26 Marzo 2020
Tags: ancoraggio.ancoraatenutadinamicaancoramantsM1ancoraMAntusM2
E’ dall’ormai lontano 2007, anno in cui abbiamo incominciato per primi in Europa a distribuire l’eccezionale ancora Ultra, che ci occupiamo al più alto livello di linee d’ancoraggio.
 
E’ quindi ben più di un decennio che continuiamo a fare test comparativi, in vasca e in mare, e tale esperienza ci ha reso modestamente un punto di riferimento nel mondo nautico: diversi cantieri ci chiamano per consulenze, i giornalisti ci chiedono consigli per i loro articoli e teniamo numerosi incontri sul tema in diversi circoli nautici e leghe navali. Oltre al fatto che contiamo alcune migliaia di clienti soddisfatti (fra i quali forse anche lei) che si sono affidati a noi.

Poi siamo passati alle ancora superiori prestazioni della Mantus ed oggi abbiamo aggiunto al catalogo la Mantus M2.

Ma perché ci siamo voluti buttare in quello che all’inizio non era neanche un mercato?
 
Se ci si pensa, infatti, ognuno ha un’ancora a bordo a cui si è abituato: non c’è alcuna esigenza d’avere un’altra ancora.

Invece, quello che abbiamo capito noi e che da anni stiamo trasferendo ai nostri clienti, è che c’è una enorme… no, non basta… una smisurata differenza fra le ancore che abbiamo citato e tutte le altre sul mercato.

Ma a pensarci meglio, la prova di quanto abbiamo affermato sta proprio nel fatto che ognuno di noi dà in qualche modo per scontato che, appunto, la propria ancora possa non tenere e tradirlo. Per cui, e questa è la buona marineria, si cala e si mette il motore in retro per controllare che abbia dato testa, magari si fa um tuffo per controllare, poi si prendono i punti di riferimento a terra e si incomincia a controllare. Poi, se si alza il vento o peggio gira, ci si alza e si controlla ancòra, magari si sta di guardia ecc… Dobbiamo continuare?

Bene, tutto questo si chiama “prevenzione”: sono tutte abitudini che tradizionalmente teniamo perché appunto sappiamo che la nostra ancora possa non dar testa, spedare, in poche parole non tenere.

Si chiama anche “mancanza di comfort” oltre che mancanza di sicurezza.
 
Ora: se affermassimo che oggi questo problema si può considerare superato?

Di fatto si tratta di una affermazione che si basa su studi tecnico-scientifici altrimenti non ci permetteremmo tanta spavalderia: parliamo quindi di qualcosa di dimostrato e replicabile e quindi non discutibile.

Nelle linee d’ancoraggio stiamo vivendo un periodo di enormi progressi, non solo dal punto di vista dell’ancora.

Ciò che ha portato allo sviluppo di queste ancore prodigiose è stata una intuizioni: la famosa “tenuta dinamica”.

Tutte le ancore escluse le citate Ultra, Mantus M1 e Mantus M2 sono a “tenuta statica” ovvero sono state disegnate in modo che, una volta data testa, tengano il più possibile.
 
La “tenuta statica” varia da modello a modello ed è inutile dire che già le ancore degli anni ’30 del secolo scorso tengano meno delle nipoti degli anni 2000.

Ma il punto è che la tenuta statica ha un limite di non ritorno che è appunto la loro massima tenuta: se la superano, vuoi per un tiro più forte, vuoi (ed è questo il problema più grosso) per un giro di vento (dai 60 ai 120 gradi a seconda dei modelli), la tenuta statica si “spacca” e tutte queste ancore semplicemente spedano.

Le ancore a tenuta dinamica sono state disegnate secondo delle geometrie particolari, che non indagheremo in questo articolo, ma che fanno si che anch’esse trovino, ma con molta più facilità, il loro punto di tenuta statica di base.
Quindi danno quindi testa sul posto (purché, sia beninteso, il fondale sia penetrabile: la roccia e alcuni plateau di alghe non sono penetrabili): fanno testa così velocemente che mentre le filiamo ci rendiamo conto se hanno preso o meno. Se impariamo a conoscerle, non dobbiamo quindi più fare il bagno per andarle a controllare.

Ma poi, se ricevono un tiro più forte della loro tenuta statica o sono sottoposte ad un giro di vento, sono state disegnate appunto per penetrare ancora di più nel fondale aumentando così la loro tenuta: tenuta dinamica incrementale.

La traduzione di quest’ultimo punto è: non solo quindi  godono di una tenuta più alta, ma hanno la capacità di aumentarla al peggiorare della situazione. Esattamente l’opposto di tutte le altre ancore.

Inoltre, e questo punto è forse il più importante: semplicemente non possono spedare!
Di fatto possono solo essere salpate quando, arrivati alla loro verticale con il salpa-ancora le facciamo pivotare e le tiriamo su.

Quindi: una volta conosciute non sarà più cosi necessario vivere la fonda in funzione dell’ancora, prendendo i punti di riferimento, alzandosi di notte ecc. Maggiore comfort.

Riguardo alla sicurezza ci sembra che non ci sia nulla da aggiungere, vero?

Ezio Grillo

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1 commento
Marcello favaloro
2020-03-31 13:11:47
Posseggo un so 40 ds ed ho una delta da 20 k con 75 m di catena da 10 .sono molto soddisfatto tranne quando prend vento al traverso .quale delle vostre ancore mi consigliate e ache prezzo ? Nn acciaio .grazie x la risposta .
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